Le lavoratrici e i lavoratori di Italia Lavoro spa saranno in sciopero domani, dalle 8,30 alle 12,30. A darne notizia è una nota della segreteria nazionale della Fisac-Cgil. La protesta è stata indetta, si legge nella nota, “contro l’assenza totale di confronto con il sindacato riguardo alla situazione di centinaia di collaboratori che, dal prossimo 31 ottobre al 31 dicembre 2008, torneranno a casa senza alcuna prospettiva di rientro, o saranno affidati a bandi pubblici”. I criteri di accesso dei bandi, inoltre, fa sapere la Fisac, “sono stati fissati unilateralmente dall’azienda, senza trasparenza e senza alcun riguardo per le competenze maturate negli anni e per il lavoro svolto alla pari dei lavoratori dipendenti. Violando con ciò l’Accordo quadro sulle collaborazioni firmato con i sindacati appena un anno fa”.
Continua la nota: “La costante e caparbia estromissione del sindacato in tutte le scelte aziendali (eppure, o forse per questo, l’Amministratore delegato e Presidente proviene proprio dal sindacato), la storica ‘mala’ gestione delle risorse umane che non prevede processi di valutazione trasparenti, con percorsi di carriera riconosciuti e riconoscibili, la mancanza di un chiaro processo di condivisione sulle scelte aziendali in merito alla selezione, sta implicando un sistema di scarsa informazione presso i lavoratori con conseguente circolazione di informazioni errate, cupi presagi e mistificazioni, inaccettabili in un’azienda che ha come mission quella di rendere più trasparente il mercato del lavoro”.
La situazione dei collaboratori si innesta, inoltre, in un contesto di “generale incertezza nella gestione dell’agenzia tecnica del ministero del Lavoro”, nella quale “il contratto è scaduto da otto anni e non è ancora completamente rinnovato, non si hanno tempi e modalità certe di affidamento di finanziamenti per nuovi progetti, finalizzati al reinserimento nel mercato del lavoro di lavoratrici e lavoratori in situazione di disagio grave (tra cui, non ultimi, quelli di Alitalia), e si configura - conclude la Fisac - una vera e propria procedura di messa in uscita definitiva di risorse umane e competenze”.
1. Mancanza di relazione con i sindacati nella costruzione del nuovo regolamento per la contrattualizzazione delle RU: il nuovo regolamento è stato inviato al Ministero senza neppure informare le OO.SS.; la modalità di elaborazione del nuovo regolamento ed i contenuti fin qui di nostra conoscenza contrastano con l’Accordo Quadro sulle collaborazioni a progetto.
NO, QUINDI, ALL’ADOZIONE UNILATERALE DI
NUOVE PROCEDURE NON CONDIVISE CON LEOO.SS.
2. L’assoluta indifferenza verso il sindacato da parte del management sul coinvolgimento nella definizione dei nuovi criteri di selezione, unito alla totale incertezza relativa a nuovi progetti entranti, fa crescere il sospetto che sia in atto una vera e propria procedura di messa in uscita delle risorse impegnate in Italia Lavoro con contratti non subordinati.
3. Il rischio che si sta materializzando in questi giorni è un vero e proprio depauperamento del know how cumulato in questi anni dall’Azienda, alla vigilia di possibili conferimenti da parte del Ministero di nuove progettazioni a valere sui finanziamenti europei 2007-2013, che necessitano di valorizzare al massimo le esperienze maturate in Italia Lavoro nell’ambito dell’assistenza tecnica alla rete dei servizi per il lavoro e della definizione di interventi per armonizzare le azioni di politica attiva.
4. Chiediamo che il nuovo regolamento:
· preveda criteri di selezione trasparenti e condivisi, in grado di salvaguardare conoscenze e competenze e di capitalizzare e valorizzare il know how di Italia Lavoro;
· non prefiguri un sistema che rallenti la formazione delle squadre operative sulle nuove progettazioni, incrinando il rapporto tra Azienda e Committenza e provocando ritardi nello start up delle attività concordate in sede di prossimi affidamenti.
TUTTO CIO’ IN UN’AZIENDA IN CUI:
1. La mancanza di un chiaro processo di condivisione delle scelte aziendali in merito alla selezione e gestione delle RU, con un CCAL non rinnovato da 8 anni, sta implicando un sistema di scarsa informazione dei lavoratori con conseguente circolazione di informazioni errate, cupi presagi e mistificazioni, inaccettabili in un’Azienda che ha come mission quella di rendere più trasparente il Mercato del Lavoro.
2. Lo slittamento nel conferimento ad Italia Lavoro di nuovi progetti che le OO.SS imputano anche a una inappropriata gestione interna, sta esponendo l’Agenzia verso una situazione critica, per la quale sia le OO.SS. sia i lavoratori IL stanno iniziando a manifestare un generale sentimento di preoccupazione per i destini della Società.
1. NO ALL’ADOZIONE UNILATERALE di NUOVE PROCEDURE E REGOLE NON CONDIVISE CON LE OO.SS. PER LA CONTRATTUALIZZAZIONE DELLE RU, CHE RISCHIANO ANCHE DI RAGGIRARE IL DIRITTO DI PRELAZIONE PREVISTO DALL’ACCORDO QUADRO CO.CO.PRO.
2. SI ALL’ADOZIONE DI CRITERI DI SELEZIONE TRASPARENTI E CONDIVISI, IN GRADO DI SALVAGUARDARE CONOSCENZE E COMPETENZE E DI CAPITALIZZARE E VALORIZZARE IL KNOW HOW DI ITALIA LAVORO
Italia Lavoro spa l'agenzia del Ministero del Lavoro con sede a Roma in via Guidubaldo del Monte 60 – ha una forza lavoro tra Roma e le numerose sedi territoriali nazionali di 800 persone per i 3/4 precari o altri in minoranza con contratto a tempo determinato di 6 o 12 mesi.
Il 24 ottobre 2008 si è svolta una riunione tra le sigle sindacali e la direzione aziendale dove è stato comunicato che i collaboratori a progetto e i lavoratori assunti a tempo determinato non avranno il rinnovo del contratto.
I motivi di questi provvedimenti sono che nel modo del tutto unilaterale e negando fino all’ultimo le intenzioni, il Cda di Italia Lavoro ha inviato al ministero del Lavoro di via Fornovo a Roma una bozza di documento in cui viene spiegato che è intenzione dell’azienda fra poche settimane di adottare un regolamento di ingresso all’azienda aperto a chiunque lasciando morire man mano tutti i contratti dei collaboratori presenti in azienda da pochi mesi fino a 10 anni e che in tanti anni hanno contribuito alla crescita esponenziale dell’azienda. Ad es. io sono 38enne sposata con un figlio e un mutuo altissimo e il mio contratto a progetto che scade il 31 dicembre dopo 7 anni di servizio mentre al mio collega di stanza 40enne sposato con 3 figli e con mutuo il contratto scade a fine ottobre ovvero fra pochi giorni dopo 4 anni di eccellente servizio. Situazioni del genere riguardanti i miei colleghi ce ne sono a centinaia.
Per via del mancato coinvolgimento delle sigle sindacali nelle importantissime decisioni intraprese riguardanti 400 precari che si ritroveranno a breve fuori dell'azienda dopo che è stata inviata una bozza di proposta al Ministero in cui si accederà all'azienda per concorso o per punteggio sommato tra titolo di studio e anni di anzianità in azienda. L'assurdo è che riguardo l’anzianità che vale come punteggio di punti per anno è stato dato il limite massimo di 4 anni per il calcolo del punteggio mentre una grandissima parte come la sottoscritta arriva anche al doppio.
La cosa inconcepibile è che questa decisione è stata presa bypassando completamente tutte le figure sindacali (**) presenti in azienda ovviamente interessate a negoziare questa importante decisione (sicuramente la più importante decisione della storia dell’azienda) per tutelare centinaia di collaboratori a progetto che grazie alla loro dedizione e professionalità hanno reso possibile l'acquisizione di un PON (finanziamento dallo Stato) multimiliardario di prossimo rilascio. I colleghi contrattualizzati sono solidali a questa causa. Anche loro hanno problemi con l’azienda per un rinnovo dei salari in ritardo di ben 6 anni. Ma questa è un'altra storia.
Altra cosa inconcepibile è che il documento di bozza consegnato al Ministero del Lavoro oltre a non essere stato comunicata l’esistenza non è stato consegnato ai sindacati nemmeno a seguito della loro richiesta. Incredibile oltre che anticostituzionale !
Oggi stesso quindi nella riunione con i lavoratori abbiamo messo ai voti la decisione di scioperare per martedì 28 ottobre 2008. Lo sciopero è unanime. Quindi vi saranno sit-in davanti la società da parte sia dei lavoratori precari che dei lavoratori stabilizzati. E’ la prima volta che la parola sciopero entra in questa azienda statale dopo tanti anni di attività.